Stavo curiosando tra le immagini di google alla ricerca dei più bei libri d'artista, è ho scovato una meraviglia, magari alcuni di voi lo conoscono già, per chi non lo conosce si chiama Guy Laramee, e crea delle meravigliose sculture con i libri, questi diventano onde del mare, paesaggi in miniatura, vere e proprie opere d'arte, da conservare per sempre.
Guy Laramee è un artista canadese la sua carriera è varia si è infatti occupato di scrittura, regia, musica contemporanea, design e costruzione di strumenti musicali, video, scenografia, scultura, installazioni, pittura e letteratura. L’artista, ha scoperto un uso “diverso” e singolare del libro, ( e io aggiungerei meno male) che consiste nel utilizzare vecchi volumi per scolpire paesaggi naturali, dando vita a vere e proprie opere d’arte.
Trasforma libri d’epoca datati, che hanno trasmesso la conoscenza per generazioni, in rocce, montagne, colline, mari, grotte e fiumi, che hanno finito il loro percorso di vita nelle biblioteche o nelle case private, creando sculture di libri uniche.
A proposito dei suoli lavori con i libri dichiara: “… ho ritagliato paesaggi dai libri creando paesaggi romantici…. Mucchi di enciclopedie obsolete tornano a ciò che non ha bisogno di spiegazioni, a ciò che è semplice…”.
Vi rimando al link del suo sito dove potete ammirare tutte le sue opere
http://www.guylaramee.com/
e nella mia pagina alcune anteprime.
Buona visione.
mercoledì 26 marzo 2014
lunedì 3 marzo 2014
Corso di Serigrafia al Saletta Team
Oggi vi voglio parlare del corso di serigrafia che ho seguito nel week-end.
Ho passato due giorni in piacevole compagnia, ci siamo divertiti a provare e sperimentare anche grazie al nostro maestro Alberto Marci. Di seguito alcuni cenni di serigrafia e alcune delle fasi per eseguire il lavoro.
Si tratta di un sistema che permette la ripetizione, cioè, una volta che si ha un modello sul telaio, questa stampa si può ripetere migliaia di volte senza perdere di definizione.
Il termine "serigrafia" deriva dal latino "seri" (seta) e dal greco "graphein" (scrivere), dato che i primi tessuti che fungevano da stencil erano di seta.
La serigrafia come tecnica artigianale e industriale è stata adottata anche in ambiti artistici e commerciali sin dai primi del Novecento.
La diversa definizione delle tipologie di serigrafia dipende dalle procedure e dagli obiettivi (ad esempio la serigrafia tessile è un ambito applicativo quasi a sé stante e include tutte le specialistiche applicazioni per gli innumerevoli supporti definiti tessuti); la serigrafia grafica è quella normalmente intesa per stampa pubblicitaria o di illustrazioni e grafici o disegni; la serigrafia industriale per applicazioni di decorazione funzionale e non solo decorativa (pannelli di comando, segnaletica stradale ecc.), serigrafia artistica è sia tecnica artistica che modalità operativa per riprodurre opere più vicine possibile all'originale.
La serigrafia deriva dallo stencil, molto meno elaborato da utilizzare; nonostante ciò, esistono testimonianze affermanti che i Fenici la utilizzassero, e esiste chi li considera i soli veri inventori di questa tecnica. In seguito venne introdotta nell'arte giapponese, dove, pur non essendoci prove certe, molti sostengono che oltre duemila anni fa furono proprio loro i primi ad utilizzare dei capelli umani fissati a delle cornici di legno. La tecnica si sviluppò ulteriormente in Giappone, dove si iniziarono ad utilizzare dei telai in seta, applicando lacche sulla matrice. La tecnica fu in seguito esportata in Francia. Il processo serigrafico moderno venne invece ideato da Samuel Simon a Manchester, nel 1907. L'idea venne poi adottata da John Pilsworth a San Francisco, California, che nel 1914 usò la tecnica serigrafica per comporre stampe multicolore all'incirca nello stesso modo in cui sarebbero state fatte oggi.
Durante la Prima guerra mondiale, la tecnica divenne molto popolare, dato che venne utilizzata come processo industriale per stampare bandiere e stemmi.
In serigrafia è possibile stampare su tutti i materiali, l'unico vero limite è l'irregolarità della superficie mentre esistono innumerevoli tipi diversi di inchiostri capaci di ancorare su diversi o specifici materiali.
Le serigrafie a più colori prevedono l'uso di più matrici (una per colore) e per le quali in fase di stampa è necessario tenere un perfetto "registro di stampa".
La tecnica serigrafica è sempre possibile su ogni supporto ed è particolarmente utile e richiesta per dare sicure e intense tonalità di colore speciale. Solo in serigrafia si possono ottenere innumerevoli effetti speciali come rigonfianti, effetti in rilievo, glitter, metallizzati, iridescenti, fosforescenti, abrasivi, lucidi, opachi, termocromici che impreziosiscono notevolmente lo stampato.
Il foglio trasparente viene posto su un telaio serigrafico cosparso di emulsionante fotosensibile che si solidifica alla luce ultravioletta. Le aree del foglio trasparente che non sono state coperte permettono alla luce di raggiungere l'emulsione, si induriscono e si attaccano al telaio. Il telaio viene poi interamente lavato. Il telaio che contiene la matrice viene lavato con un getto d'acqua a pressione tiepida con l'obiettivo di rimuovere l'emulsione gelatinosa sulle parti che non hanno ricevuto luce, parti che coincidono con le aree dell'immagine da riprodurre in. Il lavaggio rimuove la gelatina lasciando le parti libere di tessuto di stampa dove poi fluirà l'inchiostro. Il telaio viene quindi posto a registro su una macchina serigrafica (simpaticamente chiamata giostra dei telai ) e viene scelto l'inchiostro in base al supporto su cui vogliamo stampare, (plastica,carta,vetro ecc).
Il telaio serigrafico: è realizzato con un tessuto di filato finissimo e regolare, ad armatura tela, teso su una cornice di alluminio, ferro o talvolta legno. Originariamente di seta, dagli anni quaranta vengono utilizzati al suo posto nylon o poliestere. Alcune aree del telaio vengono bloccate ovvero vengono cosparse di varie sostanze, a seconda della tecnica utilizzata, per comporre un'immagine (viene quindi creato uno stencil); le parti bloccate non compariranno infatti nella stampa finale. Nelle parti libere il colore di stampa passa attraverso i minuscoli fori delle intercapedini lasciate dai fili di trama e ordito, per andare a depositarsi sulla superficie da stampare.
L'inchiostro deve essere diluito con un apposito diluente in caso di colori ad acqua con acqua, e deve avere la consistenza del miele. Le gelatine ad acqua sono più delicate, quindi se occorre una grande tiratura è necessario catalizzarle con appositi prodotti chimici, però in questo caso il telaio non è più recuperabile. Il telaio può essere preparato per lavorare in piano o in rotativa. L'inchiostro viene poi posizionato sulla parte alta del telaio e con una spatola di gomma, altrimenti detta racla, viene spalmato sull'intero telaio, comprese ovviamente le aree aperte al substrato. L'inchiostro passa attraverso gli spazi aperti e si deposita sul supporto (carta, tela, stoffa ad esempio).
Il telaio viene quindi rimosso e il supporto viene fatto asciugare.
Al termine dei passaggi di colore, il telaio va pulito con acqua e asciugato bene, se non abbiamo più bisogno del nostro telaio e della nostra matrice di stampa, possiamo eliminare completamente l'immagine impressa con dei prodotti specifici per la rimozione della gelatina fotosensibile.
Ecco il lavoro finito... con tante imprecisioni, spero di migliorare.
Ho passato due giorni in piacevole compagnia, ci siamo divertiti a provare e sperimentare anche grazie al nostro maestro Alberto Marci. Di seguito alcuni cenni di serigrafia e alcune delle fasi per eseguire il lavoro.
Un pò di storia....
La Serigrafia o stampa serigrafica è una delle tecniche di stampa artistica che si utilizzano per riprodurre immagini o documenti su qualsiasi materiale mediante l’uso di un tessuto denominato tessuto di stampa, facendo depositare dell’inchiostro su un supporto attraverso le aree libere del tessuto.Si tratta di un sistema che permette la ripetizione, cioè, una volta che si ha un modello sul telaio, questa stampa si può ripetere migliaia di volte senza perdere di definizione.
Il termine "serigrafia" deriva dal latino "seri" (seta) e dal greco "graphein" (scrivere), dato che i primi tessuti che fungevano da stencil erano di seta.
La serigrafia come tecnica artigianale e industriale è stata adottata anche in ambiti artistici e commerciali sin dai primi del Novecento.
La diversa definizione delle tipologie di serigrafia dipende dalle procedure e dagli obiettivi (ad esempio la serigrafia tessile è un ambito applicativo quasi a sé stante e include tutte le specialistiche applicazioni per gli innumerevoli supporti definiti tessuti); la serigrafia grafica è quella normalmente intesa per stampa pubblicitaria o di illustrazioni e grafici o disegni; la serigrafia industriale per applicazioni di decorazione funzionale e non solo decorativa (pannelli di comando, segnaletica stradale ecc.), serigrafia artistica è sia tecnica artistica che modalità operativa per riprodurre opere più vicine possibile all'originale.
La serigrafia deriva dallo stencil, molto meno elaborato da utilizzare; nonostante ciò, esistono testimonianze affermanti che i Fenici la utilizzassero, e esiste chi li considera i soli veri inventori di questa tecnica. In seguito venne introdotta nell'arte giapponese, dove, pur non essendoci prove certe, molti sostengono che oltre duemila anni fa furono proprio loro i primi ad utilizzare dei capelli umani fissati a delle cornici di legno. La tecnica si sviluppò ulteriormente in Giappone, dove si iniziarono ad utilizzare dei telai in seta, applicando lacche sulla matrice. La tecnica fu in seguito esportata in Francia. Il processo serigrafico moderno venne invece ideato da Samuel Simon a Manchester, nel 1907. L'idea venne poi adottata da John Pilsworth a San Francisco, California, che nel 1914 usò la tecnica serigrafica per comporre stampe multicolore all'incirca nello stesso modo in cui sarebbero state fatte oggi.
Durante la Prima guerra mondiale, la tecnica divenne molto popolare, dato che venne utilizzata come processo industriale per stampare bandiere e stemmi.
In serigrafia è possibile stampare su tutti i materiali, l'unico vero limite è l'irregolarità della superficie mentre esistono innumerevoli tipi diversi di inchiostri capaci di ancorare su diversi o specifici materiali.
Le serigrafie a più colori prevedono l'uso di più matrici (una per colore) e per le quali in fase di stampa è necessario tenere un perfetto "registro di stampa".
La tecnica serigrafica è sempre possibile su ogni supporto ed è particolarmente utile e richiesta per dare sicure e intense tonalità di colore speciale. Solo in serigrafia si possono ottenere innumerevoli effetti speciali come rigonfianti, effetti in rilievo, glitter, metallizzati, iridescenti, fosforescenti, abrasivi, lucidi, opachi, termocromici che impreziosiscono notevolmente lo stampato.
Il procedimento
La tecnica che abbiamo utilizzato durante il corso di serigrafia si basa sull'emulsione fotografica. L'immagine originale viene posta su un foglio trasparente nel nostro caso di acetato. L'immagine può essere disegnata o dipinta anche direttamente sul foglio trasparente, fotocopiata, o stampata con una stampante laser, basta che le aree con l'inchiostro siano coperte in modo da non lasciar passare la luce.![]() |
| I due disegni |
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| Acetato sovrapposto |
Il foglio trasparente viene posto su un telaio serigrafico cosparso di emulsionante fotosensibile che si solidifica alla luce ultravioletta. Le aree del foglio trasparente che non sono state coperte permettono alla luce di raggiungere l'emulsione, si induriscono e si attaccano al telaio. Il telaio viene poi interamente lavato. Il telaio che contiene la matrice viene lavato con un getto d'acqua a pressione tiepida con l'obiettivo di rimuovere l'emulsione gelatinosa sulle parti che non hanno ricevuto luce, parti che coincidono con le aree dell'immagine da riprodurre in. Il lavaggio rimuove la gelatina lasciando le parti libere di tessuto di stampa dove poi fluirà l'inchiostro. Il telaio viene quindi posto a registro su una macchina serigrafica (simpaticamente chiamata giostra dei telai ) e viene scelto l'inchiostro in base al supporto su cui vogliamo stampare, (plastica,carta,vetro ecc).
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| Telaio posizionato con la copertura delle aree non emulsionate |
L'inchiostro deve essere diluito con un apposito diluente in caso di colori ad acqua con acqua, e deve avere la consistenza del miele. Le gelatine ad acqua sono più delicate, quindi se occorre una grande tiratura è necessario catalizzarle con appositi prodotti chimici, però in questo caso il telaio non è più recuperabile. Il telaio può essere preparato per lavorare in piano o in rotativa. L'inchiostro viene poi posizionato sulla parte alta del telaio e con una spatola di gomma, altrimenti detta racla, viene spalmato sull'intero telaio, comprese ovviamente le aree aperte al substrato. L'inchiostro passa attraverso gli spazi aperti e si deposita sul supporto (carta, tela, stoffa ad esempio).
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| Inchiostratura |
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| Posizionamento inchiostro con la racla |
Il telaio viene quindi rimosso e il supporto viene fatto asciugare.
Al termine dei passaggi di colore, il telaio va pulito con acqua e asciugato bene, se non abbiamo più bisogno del nostro telaio e della nostra matrice di stampa, possiamo eliminare completamente l'immagine impressa con dei prodotti specifici per la rimozione della gelatina fotosensibile.
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| Asciugatura della prima inchiostrata |
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| Tavola finita con tre colori |
giovedì 27 febbraio 2014
Nivola Costantino
Ieri sono andata alla presentazione del libro di Mario Faticoni : "Svegliatevi Sardi!" New York 1978 Costantino Nivola intervistato da Mario Faticoni.
Libro molto interesante che ho acquistato. Il libro da voce ad un grande artista, parla di una Sardegna di allora (1978), ma che è attuale anche adesso, e quest'aspetto dovrebbe preoccuparci, si parla di indifferenza e apatia, dei sardi privi di gusto estetico. E qua apro una piccola parentesi in quanto penso che Nivola abbia ragione ( abbiamo le case spesso non finite, ma sono grandi, forse più del necessario; abbiamo i giardini non curati, spesso pieni di erbacce, o altri materiali come lamiere, reticelle ammassate, anche sorvolando l'isola si nota un pò di degrado qua e la, con montagne ferite da cave ormai dismesse, discariche a cielo aperto, residui delle miniere, e pochissimi alberi. Insomma un territorio devastato sia dal punto di vista ambientale che urbanistico). La cosa che mi rincresce di più leggendo il libro è che nonostante il passare degli anni, da quando è stato intervistato Nivola (1978) ad oggi, tutto ciò che dice è rappresentativo del nostro stato, sociale, politico, culturale; insomma siamo fermi, non si so cosa si aspetti, non so' perché guardiamo sempre altrove e non sviluppiamo ciò che abbiamo. Consiglio a tutti, sardi e non sardi di leggere questo testo, e riflettere.
"Volersi misurare col continente è la prova del senso di inferiorità dei sardi. Mi diverto a polemizzare: la Sardegna è infatuata di cose che vengono dalla civiltà esterna, come un paese del terzo modo". (cit. Nivola 1978)
Per sapere qualcosa di più su Nivola vi consiglio anche di guardare i seguenti link:
Sito ufficiale della Fondazione Costantino Nivola
Costantino Nivola su Sardegna Cultura
Libro molto interesante che ho acquistato. Il libro da voce ad un grande artista, parla di una Sardegna di allora (1978), ma che è attuale anche adesso, e quest'aspetto dovrebbe preoccuparci, si parla di indifferenza e apatia, dei sardi privi di gusto estetico. E qua apro una piccola parentesi in quanto penso che Nivola abbia ragione ( abbiamo le case spesso non finite, ma sono grandi, forse più del necessario; abbiamo i giardini non curati, spesso pieni di erbacce, o altri materiali come lamiere, reticelle ammassate, anche sorvolando l'isola si nota un pò di degrado qua e la, con montagne ferite da cave ormai dismesse, discariche a cielo aperto, residui delle miniere, e pochissimi alberi. Insomma un territorio devastato sia dal punto di vista ambientale che urbanistico). La cosa che mi rincresce di più leggendo il libro è che nonostante il passare degli anni, da quando è stato intervistato Nivola (1978) ad oggi, tutto ciò che dice è rappresentativo del nostro stato, sociale, politico, culturale; insomma siamo fermi, non si so cosa si aspetti, non so' perché guardiamo sempre altrove e non sviluppiamo ciò che abbiamo. Consiglio a tutti, sardi e non sardi di leggere questo testo, e riflettere.
"Volersi misurare col continente è la prova del senso di inferiorità dei sardi. Mi diverto a polemizzare: la Sardegna è infatuata di cose che vengono dalla civiltà esterna, come un paese del terzo modo". (cit. Nivola 1978)
Per sapere qualcosa di più su Nivola vi consiglio anche di guardare i seguenti link:
Sito ufficiale della Fondazione Costantino Nivola
Costantino Nivola su Sardegna Cultura
martedì 4 febbraio 2014
Beatrice Alemagna
Nel post precedente vi ho parlato di alcuni dei miei illustratori preferiti, vorrei dirvi qualcosa in più si di loro.
Iniziamo da Beatrice Alemagna: è nata a Bologna nel 1973. Dopo aver studiato progettazione grafica e comunicazione visiva all’ISIA, a Urbino, nel 1996 vince il primo premio del concorso d’illustrazione Figures futures al Salon du Livre et de la Presse Jeunesse – Montreuil; nel 2000, il Prix Attention Talent-Fnac; nel 2002, il Prix Octogones. Nel 2007, ha ottenuto la menzione al Bologna Ragazzi Award. Ha esposto a Bologna, Milano, Roma, Parigi, Monaco, Lisbona, Tokyo e Kyoto. Ha pubblicato oltre quindici album presso i più importanti editori francesi, come Seuil, Autrement et Gallimard. Sue illustrazioni corredano i testi di grandi autori fra cui Apollinaire, Queneau, Huxley, Grossman, Dahl, Rodari. Monde des livres, Elle, Vogue Italia, EpoK, Pages, la Repubblica le hanno dedicato servizi e ritratti.
Qua trovate il suo sito :
http://beatricealemagna.com
Di seguito alcune foto che ho scattato durante la sua mostra a Lucca Comics 2013 dove ho avuto la fortuna di incontrarla. Buona visione.
http://beatricealemagna.com
Iniziamo da Beatrice Alemagna: è nata a Bologna nel 1973. Dopo aver studiato progettazione grafica e comunicazione visiva all’ISIA, a Urbino, nel 1996 vince il primo premio del concorso d’illustrazione Figures futures al Salon du Livre et de la Presse Jeunesse – Montreuil; nel 2000, il Prix Attention Talent-Fnac; nel 2002, il Prix Octogones. Nel 2007, ha ottenuto la menzione al Bologna Ragazzi Award. Ha esposto a Bologna, Milano, Roma, Parigi, Monaco, Lisbona, Tokyo e Kyoto. Ha pubblicato oltre quindici album presso i più importanti editori francesi, come Seuil, Autrement et Gallimard. Sue illustrazioni corredano i testi di grandi autori fra cui Apollinaire, Queneau, Huxley, Grossman, Dahl, Rodari. Monde des livres, Elle, Vogue Italia, EpoK, Pages, la Repubblica le hanno dedicato servizi e ritratti.
Qua trovate il suo sito :
http://beatricealemagna.com
Di seguito alcune foto che ho scattato durante la sua mostra a Lucca Comics 2013 dove ho avuto la fortuna di incontrarla. Buona visione.
http://beatricealemagna.com
giovedì 30 gennaio 2014
Illustratore preferito
Quest'oggi mi chiedevo come si arriva a disegnare in un modo piuttosto che in un altro. Sicuramente l'influenza in parte é dovuta alle tecniche apprese, ma qual'é il nostro punto di riferimento? Abbiamo degli illustratori preferiti, i miei sono tanti, non saprei dire quale mi affascina di più. Sicuramente uno di questi é Roberto Innocenti con le sue scene dettagliate con dei colori che affascinano, poi rimanendo nel colore c'è sicuramente Lorenzo Mattotti. Ma vi sono anche altri che utilizzando materiali e tecniche differenti mi affascinano, e due di queste sono donne Rebecca Dautremer e Beatrice Alemagna. Non continuo il mio elenco perché é veramente lungo.
Questi sono alcuni dei miei preferiti, e i vostri? Chi considerate il vostro ispiratore, punto di riferimento, mentore?
Semplice curiosità, ma magari grazie alle vostre esperienze, potrò conoscere degli illustratori a me sconosciuti, quindi grazie per i commenti.
Questi sono alcuni dei miei preferiti, e i vostri? Chi considerate il vostro ispiratore, punto di riferimento, mentore?
Semplice curiosità, ma magari grazie alle vostre esperienze, potrò conoscere degli illustratori a me sconosciuti, quindi grazie per i commenti.
lunedì 27 gennaio 2014
Per non dimenticare....
Oggi 27 gennaio giornata della memoria.
Voglio ricordarla con un autore che non si é arreso e ha trovato un modo per raccontare, nonostante la guerra.
La poesia é "Amare il mondo" di Bertold Brecht
da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-123362?f=a:109>
Voglio ricordarla con un autore che non si é arreso e ha trovato un modo per raccontare, nonostante la guerra.
La poesia é "Amare il mondo" di Bertold Brecht
Amare il mondo
Ci impegniamo, noi e non gli altri,unicamente noi e non gli altri,né chi sta in alto, né che sta in basso,né chi crede, né chi non crede.Ci impegniamo:senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,senza giudicare chi non si impegna,senza accusare chi non si impegna,senza condannare chi non si impegna,senza cercare perché non si impegna.Se qualche cosa sentiamo di "potere"e lo vogliamo fermamenteè su di noi, soltanto su di noi.Il mondo si muove se noi ci muoviamo,si muta se noi ci facciamo nuovi,ma imbarbariscese scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi.Ci impegniamo:per trovare un senso alla vita,a questa vitauna ragioneche non sia una delle tante ragioniche bene conosciamoe che non ci prendono il cuore.Ci impegniamo non per riordinare il mondo,non per rifarlo, ma per amarlo.
-- Bertolt Brecht (scheda)
domenica 26 gennaio 2014
Kandinskij a Milano
La prima volta che ho incontrato un quadro di Kandinskij é sta nel mio libro di educazione artistica delle scuole medie, avevo 11 anni, ed é stato subito amore. Kandinskij é da sempre il mio preferito, stupendo nei colori e nei tratti, meravigliose le composizioni e le prospettive. A Parigi nel 2005 ho avuto la possibilità di vedere le sue opere dal vivo al Centro Pompidou, ero incantata dalle tavole ed emozionata fino al midollo. Avevo quasi dimenticato di avere con me la macchina fotografica digitale, e passato il torpore da meraviglia inizio a fotografare, non sapevo che poche ore dopo avrei cancellato tutte le foto per errore; era destino che avrei visto Kandiskij solo nei libri.
Adesso le sue opere sono più vicine, a Milano, non sò se riuscirò a rivederle, sicuramente sono tentata, per il momento salvo il link, e lo condivido insieme a voi.
E se passate da Milano fateci un salto sono sicura che non ve ne pentirete.
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VASSILY KANDINSKY Gelb‐Rot‐Blau (Giallo‐Rosso‐Blu) 1925
Olio su tela, cm 128 x 201,5 Donazione Nina Kandinsky, 1976 Philippe Migeat ‐ Centre Pompidou, MNAM‐CCI© Centre Pompidou, MNAM‐CCI / Philippe Migeat / Dist. RMN‐GP
© Vassily Kandinsky by SIAE 2013
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